.
Annunci online

decidoio
9 giugno 2008
Le modalità di reclutamento dei parlamentari con la nuova legge elettorale
Postiamo alcune considerazioni fatte da Rosa Valenti sulla legge elettorale italiana con le liste bloccate. Le stesse valutazioni sono valide anche per la possibile modifica delle legge elettorale per le prossimeelezioni europee.

"L'attuale sistema elettorale è un proporzionale con lista bloccata e premio di maggioranza assegnato alla coalizione nella quale sono eletti i primi tre o quattro della lista. Questo sistema elettorale denominato" Porcellum" non ha prodotto gli effetti sperati ossia un sistema bipartitico,il problema è che con questa legge i partiti politici sono troppi, inoltre a questo si aggiunge che tra le varie problematiche,a mio parere,vi è un difetto di "legittimazione elettorale" in quanto l'elettorato attivo ossia il cittadino vota il simbolo perché ad esempio simpatizzante di un partito e quindi voterà il candidato più famoso della lista ma anche conseguentemente per persone che nella maggiore probabilità dei casi non ha mai visto e sentito, e sostanzialmente sulla base di scelte fatte a tavolino dalle segreterie di partito. Il sistema proporzionale determina tra l'altro un risparmio di denaro in manifesti,infatti nelle nostre città non ci sono manifesti con il volto dei candidati ma semplicemente il logo del partito; per finire c'è un risparmio da parte dei partiti politici perché fino a poco tempo fa c'erano i funzionari di partito e che con l'attuale legge elettorale,la maggior parte di loro, vengono collocati in parlamento. Bisogna dunque pensare ad alcune misure correttive e che mi auguro che il nuovo parlamento possa provvedervi al più presto."




permalink | inviato da decidoio il 9/6/2008 alle 10:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
4 giugno 2008
I giovani e l'Europa
Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei Giovani federalisti europee scritta alle massime autorità italiane per rimettere al centro del dibattito politico l'Europa. La GFE è la sezione giovanile del Movimento Federalista Europeo. Il Movimento è stato fondato a Milano il 27-28 agosto 1943 da un gruppo di antifascisti raccolti intorno ad Altiero Spinelli. I principi sulla base dei quali esso è nato sono contenuti nel Manifesto di Ventotene, elaborato nel 1941 dallo stesso Spinelli, con la collaborazione di Ernesto Rossi e Eugenio Colorni. L'analisi e le proposte politiche contenute nel Manifesto si basano sulla presa di coscienza della crisi dello stato nazionale - ritenuto la causa principale delle guerre mondiali e dell'affermazione del nazifascismo - e sulla convinzione che solo il superamento della sovranità assoluta degli Stati attraverso la creazione di una Federazione europea avrebbe assicurato la pace in Europa. La GFE si differenzia radicalmente dai modelli normali di organizzazione politica, i partiti e i gruppi di pressione. Diversamente dai gruppi di pressione, che cercano solo vantaggi particolari per gruppi particolari senza modificare necessariamente l'assetto dei poteri costituiti e a differenza dei partiti, che hanno come quadro privilegiato di azione il quadro nazionale, la GFE esercita un’iniziativa politica autonoma rivolta alla fondazione di uno Stato nuovo, la Federazione europea. Il 21 maggio 2006 in occasione della sua  prima visita ufficiale  a Ventotene il   Capo dello Stato, Giorgio Napolitano dichiarò che “per rilanciare l’idea di Europa c’è bisogno dell’impulso dei giovani, il cui sentire europeo si è fatto naturale e profondo, e nell’avanguardia della Gioventù Federalista Europea, la molla più forte”.

La Gioventù Federalista Europea ha osservato con attenzione e preoccupazione il dibattito pre-elettorale italiano in cui le tematiche europee sono state completamente assenti. L’attuale situazione internazionale mostra, invece, come la gestione di problematiche quali l’immigrazione, la sicurezza e la crescita economica esclusivamente sul piano nazionale rischi di portare al fallimento delle relative politiche. Il rinnovamento del sistema politico italiano è infatti strettamente legato ad un’azione innovatrice all’interno del quadro europeo: non c’è futuro per l’Italia al di fuori dell’Europa e un'Europa unita e democratica è necessaria per affrontare la sfida della globalizzazione e della connessa necessità di realizzare un nuovo ordine internazionale capace di assicurare sicurezza e stabilità. Tuttavia l’Unione Europea oggi non è in grado di essere interlocutore di USA, Cina, Russia con la pienezza dei poteri necessari. Occorre per questo riprendere il processo costituzionale europeo: l'Europa ha bisogno di un governo democratico e federale capace di agire. L’ordine mondiale è in crisi, sia sul terreno della sicurezza che su quello della globalizzazione economica. La redistribuzione del potere e della ricchezza a livello mondiale sta generando e genererà scontri e tensioni sempre più forti tra le diverse aree del mondo. Se non emerge una soluzione alternativa all’attuale modello di gestione della globalizzazione, l’unica risposta possibile sarà il ritorno al protezionismo e alle guerre commerciali e monetarie. L’Europa, che ha vissuto sulla propria pelle gli orrori dei periodi di autarchia e nazionalismo esasperato avvenuti nel primo dopoguerra, ha una responsabilità enorme nel tentare di indicare una via diversa per gestire i problemi della globalizzazione. L’Unione Europea deve avere la forza di promuovere la riforma delle istituzioni sovranazionali, affinché siano dotate dei poteri necessari ad attuare politiche di redistribuzione della ricchezza, gestione del mercato, affermazione dei diritti, salvaguardia dell’ambiente.
 

I Giovani Federalisti Europei chiedono pertanto che:

1. l'Italia, come indicato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, porti subito a compimento la ratifica del Trattato di Lisbona che racchiude alcune delle riforme necessarie ad imprimere un nuovo slancio alla costruzione europea in occasione delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo nel giugno 2009. Le elezioni europee potranno diventare il primo passo verso l'Europa politica se i partiti politici europei sapranno indicare chiaramente ai cittadini le proprie idee sul futuro dell’Europa ed il loro candidato alla presidenza della Commissione Europea che si impegnerà a realizzale.

2. il Parlamento Italiano approvi, in occasione della ratifica, una mozione che impegni il governo a rilanciare il processo costituente in tutte le sedi istituzionali europee anche tra un'avanguardia di Stati, se l'unanimità non sarà possibile;

3. l’Italia sostenga nelle sedi internazionali che il Presidente della Commissione Europea potrà essere nominato solo dopo gli esiti delle elezioni europee del giugno 2009, come previsto dal Trattato di Lisbona;

I giovani europei ripongono grandi aspettative in una politica che sia in grado di rispondere ai problemi più vicini alla loro vita quotidiana. Questa politica può essere portata avanti soltanto a livello europeo. E’ dunque responsabilità di tutti gli schieramenti, dare all’Europa, e quindi all’Italia, gli strumenti necessari per non tradire le attese  delle nuove generazioni. La politica italiana si impegni a costruire un’Italia europea per un’Europa in grado di agire. I giovani non rimarranno a guardare e noi faremo la nostra parte.

Chiara Cipolletta
Presidente Gioventù Federalista Europea




permalink | inviato da decidoio il 4/6/2008 alle 15:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
2 giugno 2008
indecente la mancanza di preferenze
Aderisco senza nessuna esitazione al vostro appello. Indecente la mancanza di preferenza nella nostra legge elettorale, toglierla da quella europea sarebbe un delitto. Mi auguro che si trovi il prima possibile un accordo per la riforma di quella italiana piuttosto.
 
Louise Bonzoni
Direzione Regionale PD Lombardia
Commissione Provinciale Pari Opportunità Brescia
Democratici, davvero! Brescia




permalink | inviato da decidoio il 2/6/2008 alle 10:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 maggio 2008
Una Battaglia di Libertà!
E' il secondo appello che sottoscrivo in poche ore. Noi socialisti dovremo abituarci a queste forme "extraparlamentari" di partecipazione democratica che consideravamo quasi superflee quando a prevalere erano i microapparati paraistituzionali. Anche da qui passa la difficile "ricostuzione". Nel merito dell'Appello: la mia e' una adesione convinta ma solo come primo passo. Oggi i socialisti debbono lanciare, magari al Congresso, una ben piu' grande BATTAGLIA DI LIBERTA'. In Italia siamo, ormai, al "monopartitismo imperfetto". Occorre rispondere ritornando alla... Rivoluzione Francese: "UNA TESTA, UN VOTO" ed alla battaglia di Turati e Don Sturzo per una LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE CON PREFERENZE, SENZA SBARRAMENTI E PREMI DI MAGGIORANZA. Altro che "semplificazioni" e voto utile, la vera Democrazia e' pluralismo. Stiamo... "scherzando col fuoco". Oggi sarebbe una posizione impopolare? Le "buone" battaglie all'inizio lo sono quasi sempre state. Avanti!

Ivo Costamagna
(Coordinatore Partito Socialista Provincia di Macerata)



permalink | inviato da decidoio il 30/5/2008 alle 9:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
28 maggio 2008
Adesioni!
Ecco le prime importanti adesioni alla nostra campagna e ci arriva da Alessandro Battilocchio, 30 anni,  il deputato più giovane al Parlamento Europeo. E' membro delle Commissioni Sviluppo e Cooperazione, Trasporti e Turismo, Petizioni, oltre che della Delegazione per i rapporti con il Caucaso Meridionale (Armenia, Azerbaijan, Georgia).

Consideratemi al vostro fianco. In un Paese afflitto da problematiche serie ed emergenze quotidiane, la classe politica rischia di dare un pessimo segnale appassionandosi in una discussione, molto provinciale, sul sistema elettorale per l'Europarlamento. Più corretto sarebbe discutere prima della complessiva riforma delle Istituzioni, quindi della modifica della assurda legge elettorale italiana - con la reintroduzione delle preferenze anche in ambito nazionale - e quindi dei meccanismi per le elezioni europee. Si sta invece procedendo al contrario. Abolire le preferenze rappresenterebbe una regressione democratica che dobbiamo assolutamente scongiurare, per evitare di aumentare la cesura tra gli eletti e gli elettori e la distanza tra la politica ed il Paese. Per questo condivido in pieno la vostra iniziativa che si aggiunge ad una serie di segnali, politicamente trasversali, che stanno partendo dal basso in ogni parte d'Italia. I cittadini, stavolta, non si faranno sottrarre il sacrosanto diritto di scegliere i propri rappresentanti. Buon lavoro e contate su di me.
 
Alessandro Battilocchio
Deputato Europeo
http://www.battilocchio.com/



permalink | inviato da decidoio il 28/5/2008 alle 15:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (39) | Versione per la stampa
sfoglia
  

Rubriche
Link
Cerca

Feed

Feed RSS di questo 

blog Reader
Feed ATOM di questo 

blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 21298 volte

Scrivici la tua lettera
decidoio@gmail.com






IL CANNOCCHIALE